Voto 1: al sottoscritto, ovviamente. Sono palesemente e di gran lunga il più vecchio nel locale e tutto ciò mi fa sentire uno straccio. Che schifo, che merda. Ennesima conferma che devo cominciare a lasciar definitivamente perdere certe situazioni e darmi, senza pensare alle conseguenze, al prog anni ’70.

Voto 2: al Vidia, un postaccio. Io davvero non so come sia possibile, per un locale con tale nome e tali concerti in programma, fornire un’acustica così imbarazzante. Non ho sentito una chitarra, la batteria andava e veniva, la voce usciva in maniera orrenda e in generale non si è mai capito un cazzo. Una vergogna. Poco più di una settimana fa sono stato ad un concerto in una ex-mensa universitaria ora occupata. Locale ovviamente non pensato per concerti, nessun tipo di impianto, nessun palco, nessun fonico o presunto tale e si sentiva comunque meglio. Vidia: merda! Marzolo Occupata: Yeah!

Voto 3: a “quelli dello stage diving e/o del crowd surfing”. Ragazzi, capisco che a 15 anni i concerti siano tutti una figata e che la voglia di farsi male sia tanta. So che può suonare strano, ma sono stato giovane anche io e vi capisco perfettamente. Se sotto il palco però ci sono solo venti stronzi va da sé che l’idea di tuffarsi e/o surfare diventa automaticamente una vaccata. Soprattutto se pesate 115kg. Spero che la prossima volta in cui vi ritroverete con la faccia al suolo vi ricorderete la mia incredibile lezione.

Voto 4: ai No Omega. Mi piace pensare che siano stati oltremodo penalizzati dall’acustica e dal fatto che nelle ultime settimane ho ascoltato solamente i Breach, cosa che rende ogni vago confronto assolutamente impari, ma mi hanno semplicemente fatto cagare. Noiosi, banali, derivativi. Mi spiace tantissimo dire certe cose perché mi sembravano dei gran bravi ragazzi. Fortunatamente per loro questo blog non lo legge nessuno.

Voto 5: all’orribile camicia del chitarrista dei Touché Amoré. Stavo per lanciarmi in una sontuosa paternale riguardante l’eleganza e il gusto nel vestirsi, però mi sono appena ricordato che ho trent’anni e vado in giro in pantaloncini e maglietta della salute. In virtù di ciò chiuderò qui la questione nel miglior modo possibile, ossia senza affrontarla. Abbiate pietà di me.

Voto 6: direi al baretto situato esattamente accanto all’ingresso del Vidia. Vende birrette a prezzi ragionevoli portando così avanti una sorta di concorrenza sleale che apprezzo moltissimo. La birra in vendita però è Becks, che non può essere considerata una vera birra. La media delle due cose gli permette di portare comunque a casa una sufficienza.

Voto 7: ai Touché Amoré. Bel concerto, bel gruppetto. Solido e rodato. Pescano pezzi da tutti la loro discografia accontentando la totalità dei presenti. Mi hanno inoltre dato l’idea di essere un gruppo di brave persone, umili e appassionate. Vorrei addentrarmi in giudizi più tecnici e mirati, ma la resa sonora del Vidia non me lo permette. In soldoni, non sarà stato un concerto memorabile ma si è trattato di un set nonostante tutto coinvolgente e assolutamente piacevole.

Voto 8: alla Romea. Mi fa risparmiare un sacco di soldi di autostrada e mi gasa con il suo panorama. Sarò un sentimentale, ma le reti da pesca, i pini marittimi e la laguna mi buttano via ogni santissima volta.

Voto 9: a radio Latte E Miele che alle 2:48 mi spara Heaven di Bryan Adams e mi costringe alle lacrime.

Voto 10: al Chelsea di quello lì, quello speciale. Che vende a quei cretini del PSG quel pippone di David Luiz per 50 fottutissimi milioni. Bella mossa Al-Khelaïfi. Contando anche i 6 milioni all’anno che regali a uno dei giocatori più sopravvalutati del mondo, direi che il premio “citrullo dell’anno” è tuo. A mani bassissime.