Sicché mercoledì comincia l’edizione di quest’anno del Radar. La terza, se non stiamo sbagliando, dopo l’esordio del 2011 di cui ricordo gli ottimi concerti di Yuck e Thermals, e l’aggiustamento del tiro con cambio location dell’anno scorso, con l’esibizione degli Against Me! (una delle prime dopo l’outing a sorpresa di Tom Gabel) a tenere banco fra noi beceri punk poco a nostro agio in un cartellone prevalentemente indie. Siamo da sempre vicini agli organizzatori e in contatto con loro. Sappiamo da cosa è nato il Radar anche se non ne facciamo parte direttamente.

Pur con esiti diversi, questo movimento padovano nasce da un proposito comune: ci sono città in cui ho sempre visto, sentito e suonato buona musica. Perché tra queste città non può esserci anche la mia? Il Radar nasce da anni di lavoro serrato, di tentativi, di porte chiuse in faccia, di sit-in di residenti incazzati perché alle undici c’è rumore, di esperimenti falliti e di troppa fiducia nelle persone, che però non è mai mancata. La fiducia nel pubblico è la condizione necessaria per operare in questo campo e durare più di tre mesi.

Padova è una realtà con una grande tradizione musicale alternativa. Dal Gramigna al Pedro, passando per l’Unwound fino allo Sherwood Festival che ha resistito negli anni e che riesce ancora a proporre cose tipo i NOFX a Padova. Il Radar è una realtà nuova, forse la più contemporanea possibile, forse quella più sul pezzo, per cartellone e per il fatto che molta della musica che propone è gratis.

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Per tutto il mese di luglio al Parco delle Mura di via Sarpi si esibiranno band estere e italiane come SUUNS, DIIV, Gold Panda, Daughter, Il Buio, Forty Winks, Fast Animals And Slow Kids, Thee Oh Sees, Austra. Ma la cosa più bella, quella che fa sperare di essere sulla strada giusta, è che ci sono spesso in apertura band locali, band che nonostante fatichino a trovare attenzione fuori, hanno i coglioni per stare su un palco con artisti del genere. Gente che nella maggior parte dei casi si fa il culo da quando di anni ne aveva 16, ascoltava gli Strung Out e adesso incastra le prove nei momenti liberi dai lavori di merda che ha trovato. Gente come Cinemabianchini, F for Fake, Sultan Bathery, e perdonatemi se ci metto in mezzo anche il mio gruppo.

 

È questo quello che ci piace di più del Radar Festival, al di là del fatto che noi del Fragolone preferiamo altra musica. È bello sapere che uno spazio per suonare e premiare il duro lavoro di chi non molla mai è garantito in manifestazioni che potrebbero anche sbattersene, senza cadere nell’umiliante distinzione “Band Grosse”/”Band Emergenti” ma mantenendo una legittima distinzione “Gruppo principale”/”Gruppo spalla”. È bello sapere che, qualunque sia il tuo gusto, se una sera d’estate non sai cosa fare e non hai molti soldi puoi comunque vederti un concerto male che vada. È bello in poche parole che stia rinascendo una scena nella tua città, e la speranza è che vedere concerti spinga ad imbracciare strumenti in mano, ad aprire sale prova, locali per concerti e a far nascere qualcosa. Che è anche un po’ il motivo per cui potete leggere queste pagine, e qualcuno impiega il proprio tempo per scriverle.

 

INFO PIÙ DETTAGLIATE SUL FESTIVAL SONO QUI

radarfestival.it/ info@radarfestival.it

Tutti i concerti si terranno c/o
Parco delle Mura
via Frà Paolo Sarpi 35138 — PADOVA

in caso di pioggia saranno spostati c/o
FACTORY CLUB
via Frà Paolo Sarpi
35138 — PADOVA

Dove non precisato diversamente, ingresso ad offerta libera.

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