Il mio disco dell’estate deve avere alcune ben determinate caratteristiche. Innanzitutto non deve assolutamente essere impegnativo. Deve essere bello cazzone e deve sostanzialmente essere divertente. Insomma, deve sposarsi bene con lo stereotipo che vuole l’estate come una stagione splendida. Sole, mare, birrette in spiaggia, fighe. Non deve quindi assolutamente rimandare alle notti insonni dovute al caldo, alle zanzare o alle prese in giro al mio fisico non propriamente adatto alla prova costume e alla spiaggia.
Fondamentalmente il mio disco dell’estate ha una sola utilità. Ossia quella di fare da colonna sonora nel tragitto casa-mare.
E qui è doveroso considerare un’altra cosa. Bisogna considerare  il fatto che io non vado mai al mare. Mai.
Sono troppo povero e, soprattutto, non esiste alcuna persona nella mia vita che al momento sia disposta a passare una giornata al mare con me.
Detto questo potete facilmente capire che il mio disco dell’estate è un disco totalmente inutile. Non serve a un cazzo. Perché il più delle volte, dopo avergli affibbiato tale scomodo titolo, finisce nello stesso cassetto dove si trovano costume, crema solare e occhiali da sole.
Shamebirds dei Needles//Pins è il mio disco dell’estate. Un disco che Itunes mi tagga come power-pop, ma che secondo me ha più richiami a un certo indie-rock americano, al pop-punk più becero e a quella sorta di garage da stronzi che tirava un sacco fino a un paio di anni fa. Il mio disco dell’estate è di una band di cui non so assolutamente nulla. È stato registrato in una cantina, con quello che molto probabilmente è il peggior cantante della storia dell’uomo e con quello che è sicuramente il peggior batterista della storia dell’uomo.
Il mio disco dell’estate è senza ombra di dubbio una merda. Che però alle mie orecchie risulta assolutamente adorabile.
E posso confidarvi che Shamebirds finirà nel cassetto del costume con un leggero ritardo rispetto ai suoi predecessori.
Perché ho tutta intenzione di tenermelo stretto durante quei giorni in cui, a casa da solo, penserò a quanto sarebbe bello avere qualcuno con cui andare al mare.

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