Odio i miei amici.
Davvero, non li sopporto.  Stupidi beoni, inaffidabili e con seri problemi a fornire un comportamento socialmente accettabile.
E voi direte: “Che bello, hai appena elencato le caratteristiche che li rendono speciali”.
Un gran cazzo, ragazzi. Ho appena elencato le caratteristiche che li rendono insostenibili, dei perfetti trogloditi. Ho appena elencato le caratteristiche che mi fanno desiderare di fargli indossare una tuta arancione e sgozzarli come capre.

I miei amici sono quelle persone che ti invitano al loro compleanno e ti portano al ristorante. E non solo non pagano nulla costringendoti a spendere 40€ per mangiare, il più delle volte, in posti di merda, ma pretendono anche che il festeggiato riceva il regalo, portando ogni volta la spesa complessiva a cifre ridicole. Per serate, chiaramente, quasi sempre orribili.
I miei amici sono quelle persone che mi portano al cinema a vedere Suicide Squad.
I miei amici sono quelle persone che non hanno mai ascoltato una canzone del mio gruppo, ma che pretendono ugualmente magliette e dischi gratis.

I miei amici sono quelle persone con le quali l’altro giorno mi ero accordato per vedersi intorno alle 21. I miei amici sono quelle persone che dopo decine di messaggi a vuoto e chiamate ignorate si fanno vivi alle 23:20. I miei amici sono quelle persone che alle 23:20 mi intimano di scendere “molto velocemente” perché “sono praticamente sotto casa mia”. I miei amici sono quel branco di stronzi che si è presentato sotto casa mia a mezzanotte e mezza.
Non posso certo raccontarvi cosa mi è passato per la testa in quell’ora passata come un perfetto imbecille aspettando seduto su un marciapiede, puntando costantemente l’occhio all’inizio della via nella speranza di scorgere la forma di un modello di automobile conosciuto.
Posso dirvi però che nonostante tutto ne sono uscito mantenendo la mia fedina penale pulita e, perché no, anche un discreto aplomb.
Ringrazio, nell’ordine:

  • il buon Dio, che mi ha fatto trovare gli auricolari nella tasca dei pantaloni;
  • l’innovazione tecnologica che, sotto forma di smartphone, mi permette di aver sempre a portata di mano un gran quantitativo di musica di merda con la quale passare il tempo;
  • i Pinegrove e il loro Cardinal, che ultimamente sto ascoltando sempre più spesso e sempre più volentieri.

Il mio pezzo preferito del disco è quello che lo chiude e si chiama, neanche a farlo apposta, New Friends. A un certo punto il testo recita:

I resolve to make new friends
I liked my old ones
But I fucked up so I’ll start again

Ci sono diverse divergenze con quella che è la mia situazione, bisogna ammetterlo.
Però queste parole mi hanno fatto pensare alla reale possibilità di cambiare il mio giro. Di cominciare a frequentare altri posti, nel tentativo di instaurare rapporti seri e duraturi con persone più gradevoli e più affidabili. Per migliorare così le mie serate e, in parte, anche la mia persona.
Però poi mi sono ricordato di quella che è una verità inconfutabile della vita.
Ognuno ha gli amici che si merita.
Ed è vero. Se io ho degli amici che sono dei perfetti ritardati è perché io in primis sono solamente un grandissimo stronzo. Tutti i buoni propositi di rivoluzione sono velocemente finiti nel cestino e in men che non si dica ho fatto ripartire il disco in repeat.
Il primo pezzo si chiama Old Friends.
Ma pensa un po’.