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A Wilhelm Scream – Partycrasher

Esistono band di cui non potrei mai parlar male. In nessun caso. Nemmeno se suonassero al congresso nazionale di Forza Italia. Nemmeno se tutti i loro componenti finissero in galera per stupro plurimo. Nemmeno se scrivessero l’inno del Venezia Calcio.

Gli A Wilhelm Scream, come avrete capito, fanno parte di questa ristrettissima cerchia.
Troppo imponente la quantità di ore spese ad ascoltare i loro dischi. Troppo alta la qualità della compagnia che mi hanno garantito in questi anni.
Non ne potrei mai parlare male, ho detto poco sopra, e ribadisco il concetto.
Con questo Partycrasher mi ritrovo però, per la prima volta, ad ascoltare un loro disco dove c’è qualcosa che non mi piace. O meglio, dove c’è qualcosa che non mi fa impazzire come al solito.

Ci sono ad esempio un paio di pezzi che non mi dicono niente, e che nonostante i ripetuti ascolti non sono ancora riusciti a colpirmi a dovere.
La cosa che più mi lascia interdetto però è la produzione. Tutto suona molto bene, ci mancherebbe, ma suona anche un po’ troppo pulito, di maniera. Avrei sicuramente preferito una pasta più grezza e più sporca, soprattutto sulle chitarre, che, e questo è il mio modestissimo e insignificante parere, risultano un po’ piatte, senza quella botta che era sempre stata presente nei dischi precedenti. Fattore che incide non poco sull’ascolto, e che con tutta probabilità va a penalizzare la resa finale, in maniera ancor più decisa in quei due/tre pezzi meno brillanti che finiscono col risultare trascurabili. Problema non da poco per il sottoscritto, che d’ora in poi difficilmente potrà ascoltarsi in macchina la discografia della band in modalità random senza aver mai il problema di skippare una traccia.
Detto questo, il disco fila che è un piacere, cresce di ascolto in ascolto e la stragrande maggioranza dei pezzi viaggia sempre su alti livelli. Le armonizzazioni vocali pazzesche ci sono sempre, così come gli intrecci di chitarra in grado di farti vedere la Madonna. Per tutto ciò, ringrazio sentitamente.

Insomma, se siete come me, grosse delusioni da questo disco non ne riceverete, anzi.
Se invece non siete come me…beati voi.

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