fbpx
6 mins read

Il solito pippone sulla smaterializzazione della musica?

Ho un cellulare nuovo da poco e non ho ancora imparato bene ad usarlo, ci sono alcune funzioni che ancora mi sfuggono. Ad esempio una volta mi sono svegliato la mattina e il player musicale segnava Alkaline Trio, e io non ricordavo di aver ascoltato gli Alkaline Trio, né sono solito selezionare la riproduzione casuale. A questo punto, in altri tempi, mi sarei lanciato in un’invettiva nei confronti della riproduzione casuale, e sono sicuro di averlo già fatto al punto di annoiare; ecco, di questo mi scuso con tutti quelli a cui ho dato fastidio con le mie teorie: non le rinnego, tutt’altro, però insomma arriva un punto nella vita di un uomo in cui questo si rende conto di star correndo sul posto, e capisce di dover cambiare. Ecco io non penso sia ancora la mia ora, però stavolta il pippone sulla riproduzione casuale ve lo risparmio altrimenti perdo il bandolo della matassa, che riporta dritto al mio materasso, stanotte, quando mi sono svegliato non so a che ora mentre una voce urlava “Stringo la presa”.

La seconda reazione che ho avuto è stata capire cosa succede la notte quando mi addormento con la musica nelle orecchie: a un certo punto partono pezzi a caso, che il più delle volte non mi svegliano.

La prima reazione è stata di straniamento, perché io non vi auguro di essere svegliati da un pezzo degli Storm{o}. Vi assicuro, è una sensazione tipo quegli incubi in cui sei in una delle ambientazioni di fabbriche di metallo degli sparatutto in prima persona mentre giri il mouse come un pazzo.

Il discorso della riproduzione casuale, che non voglio fare per non risultare pedante e ormai l’ho detto, in questo caso mi faceva gioco, perché avevo un po’ perso l’abitudine a dischi con più di 8 tracce visto che sono precipitato nel mare nero e cristallino del post-rock e del post-metal. Il disco degli Storm{o} è il disco di una volta. C’è l’intro; ci sono le 15 tracce che sono molto duemila; c’è il disco nel disco, il trittico di Meditazione Sulle Eterne Massime. Insomma, è un disco compatto e sfaccettato. Sono cose che mi piacciono, perché faccio fatica a considerare la canzone come particella atomica della musica privilegiando il disco. Sarà un fatto fisico, come quel luogo comune del cazzo sull’odore della carta e il suo omologo musicale dell’odore del vinile, e lo è, è un cazzo di luogo comune ma vi assicuro faccio il musicista anch’io e tenere fra le mani il mio disco è una cosa completamente diversa da archiviare i file su iTunes mettendoci tutti i tag giusti, pure quelli inutili tipo “Compositore”, “Testi” e altri che non ricordo perché li ignoro sistematicamente. Perché poi, questo discorso ha senso per inquadrare meglio cosa significa, per me, Sospesi nel vuoto bruceremo in un attimo e il cerchio sarà chiuso, ossia che è un album che si decompone e si disfa man mano che il minutaggio sale, più o meno come in scala ridotta accade al cantante e alla sua voce in ogni brano, partendo solida per poi smarrire le coordinate e sfilacciarsi in un urlo vero, nel quale non c’è un grammo di rabbia, ma tanta disperazione. Peraltro credo stia qui la differenza, sostanziale, fra gli Storm{o} e i Converge, più volte tirati fuori in un tentativo di esegesi, alla fine senza senso, di questo disco. Il gruppo di Ballou e Bannon si arrampica su architetture, costruisce, sale in cima a torri inaccessibili ad altri dalle quali sputa rabbia in palle di fuoco. La musica degli Storm{o} devasta prima di tutto sé stessa, demolisce invece che costruire, erode invece che incendiare. Un effetto che su mp3 non è così contrastivo, trattandosi di un formato incorporeo, mentre su supporto fisico lascia senza punti di riferimento, al punto che l’istinto ad alzare il giradischi per vedere se il vinile si è polverizzato è grande, e alla fine stringerlo fra le mani (stringo la presa) poi consola. Io il vinile non ce l’ho, aspetto la prima occasione di andare a vederli per procurarmelo, perché la musica esiste e si può toccare anche quando crolla, come crolla l’idea che chiamavi affettuosamente casa, lasciando macerie polverose, sensibili al tatto, corporee e vere.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Latest from Blog

withemes on instagram

This error message is only visible to WordPress admins

Error: No connected account.

Please go to the Instagram Feed settings page to connect an account.